Volevo dedicare.

29 Ottobre, 2009 at 11:02 am | In musica | Leave a Comment

Anche questo è un messaggio a chi so io. Non tentate di capire, sarebbe solo tempo perso. Al massimo ascoltatela, perché questa è veramente una bella canzone. Thin Lizzy, oh yeah!

Dylan dei poveri.

3 Luglio, 2009 at 10:49 am | In musica | 2 Comments

Ieri a Crema ha suonato De Gregori. Io, anche per scelta, non ci sono andato. In genere non mi sognerei mai di giudicare un concerto a cui non ho assistito o un libro che non ho letto. Ma stavolta faccio un’eccezione.

Stamane, come sono entrato in ufficio, ho chiesto subito a una mia collega che lavora qui e che era presente ieri sera: “Ha fatto Pablo?”. Sorpreso, ma nemmeno più di tanto, ho ottenuto una risposta: “No”. Ho ribattuto: “Alice?”. “No.”
In parte me lo aspettavo, lo apprezzo come artista, meno come uomo. Infatti ieri sera è salito un uomo piccolo-piccolo su quel palco. L’artista chissà dov’era. Perché? Perché è un radical chic, nella realtà. C’è artista e artista. Molti conoscono la vicenda personale che lo tenne lontano dai palchi, era un’altra epoca e la contestazione era il pane quotidiano, in quegli anni. Lui, e non voglio giudicare il famoso episodio milanese, ne fu travolto.
Dylan, per altre scelte, non propone più alcuni successi. Altri li propone in arrangiamenti molto diversi. Ma c’è un motivo: vuole dare qualcosa di nuovo, di suo, al pubblico. Non a caso i cambiamenti sono su canzoni inflazionate e magari già proposte da altri. Pablo, a differenza dei capolavori esclusi nei concerti dal menestrello americano, è una canzone conosciuta ai fans, a quelli come me (sorpresi?), sconosciuta alla massa. Bellissima, è un obbligo per chi sceglie di pagare per venire a incontrarti e passare una serata. Non si tratta di fare il juke box, si tratta di ringraziare chi, negli anni, ti ha seguito e ti ha amato. Eppure non ci vuole molto a capirlo.
Caro De Gregori, io non so perché come sali sul palco non interagisci con il pubblico, perché eviti canzoni come Pablo, perché negli ultimi anni fai solo canzonette squallide anche dal punto di vista musicale. So solo che fossi stato presente ti avrei contestato. Come altri hanno fatto. Mi hanno raccontato di due uomini, un po’ brilli, che volevano salire sul palco. E dalle retrovie si sono sentite lamentele. Meglio così, altrimenti stamane mi avreste visto sul giornale locale in prima pagina. Titolo: “Facinoroso aizza la folla contro De Gregori durante il concerto”. A tutti voi che c’eravate, consolatevi così: Pablo ve la faccio ascoltare io.

Hey girl, sei sulle mie corde?

7 Maggio, 2009 at 5:07 pm | In musica | Leave a Comment

Ok, questo blog e il suo tenutario non amano le etichette.

Però, come saprete, esistono sempre le eccezioni.

Quindi ho deciso di etichettare le donne, mi sembra giusto. Come? Sposiamole con un’altra mia passione, la musica. Avete mai pensato che lo stile di un chitarrista è assimilabile a quello di una donna? Ora ve lo spiego.

 

- Modello A

Qua troviamo quei chitarristi che pensano di essere i mejo bravi, come dicono a Roma. Suonano con una scopa infilata sul per il c. esattamente come le ragazze che entrano in discoteca solo per farsi guardare. Tapping, evoluzioni estreme. Prime donne. Senz’anima. A me non piacciono per niente, perché la F d’oro non l’ho ancora trovata. Quindi è inutile che si credano preziose, tanto non ce l’hanno così. Idem per i musicisti: senz’anima non sono nessuno. Dove trovare queste donne? Che domande! Almeno la metà delle italiane lo è. (ora odiatemi pure).

Esempio? Buckethead o come c…o si fa chiamare. (che diamine, non pretenderete che scriva parolacce quando si parla di donne! Sono pur sempre un gentleman). A voi l’ascolto:

- Modello B

Sono quelli che sembrano non voler apparire, si muovo lenti. Spesso manco si muovono, seduti suonano la loro chitarra. Sono virtuosi, bravi, per carità.A volte veri e propri fenomeni, come quello qui sotto. Le donne di questa categoria? Sono quelle che all’apparenza sembrano tranquille, ma poi nella realtà sono così piene di sé che tengono le redini. E trattano il maschio come un cagnolino. Per tradizione, fateci caso: sono quelle con cui finisce per mettersi il vostro migliore amico. Con me hanno vita brevissima. Non provate nemmeno a comandarmi: con loro si finisce nella noia, come con questi chitarristi e la settimana diventa scandita dalla monotonia. Il giorno del cinema, quello del ristorante, quello delle uscite con le amiche, etc. etc.. Spesso sono un sottogruppo delle A: nelle B rientrano moltissime lombarde, per l’appunto. Un esempio di chitarrista? Clapton, slow hand ma primadonna. E alla fine annoia.


- Modello C

Qua entriamo nel mio campo preferito. Sono quelli tecnicamente bravi in certi casi, in altri addirittura scarsi. Ma con un’anima che traspare dal palco, da ogni singolo accordo. Non è solo scena, per altro importantissima per un musicista. Danno qualcosa quando suonano. Non solo accordi. Sono quelli che ti fanno venir voglia di uscire, imbracciare una chitarra e spaccare il mondo.
Merce rara. Slash, Angus e, perché no? Johnny Ramone.
Sono le donne acqua e sapone. Sicuramente sulla mia corda. Quelle che danno qualcosa, sempre, nel momento e nel posto giusto. E più ricevono più danno. Merce rara, solitamente estera. Più essere che apparire, anche se sanno che anche l’apparenza conta.

 

 

- Modello D

Geni. Sanno usare gli effetti giusti, ne inventano di nuovi, fanno passaggi difficilissimi come se fossero facili, con loro tutto sembra facile. Non rompono le scatole, anche se sanno di essere primedonne. Lo sono ma non lo fanno. E non lo fanno pesare. Sembrano solisti ma capisci che la chitarra è parte della band. Perfetti. Le donne di questa categoria? beh, più uniche che rare. Non so, quando le troverò vi farò un fischio. Per ora accontentavi di sentir fischiare una chitarra. Quella di Hendrix.

Rock Eiaculation.

2 Dicembre, 2008 at 6:12 pm | In Ac/Dc, about me, musica | Leave a Comment

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Un giorno qualcuno ha scritto che “viaggiare è comporre musica con le scarpe”.
Sono cresciuto in una famiglia in cui i miei ascoltavano musica degli anni 50 e mia sorella ascoltava Pausini, Eros, etc. (ascoltano ancora la stessa musica).
Non ho avuto cugini più grandi che mi battezzassero con accordi, riff, battute di batteria e via dicendo. Non ricordo quale fu la canzone o la musica, ma quando ascoltai il rock mi innamorai subito. La pecora nera in famiglia. Erano gli anni 80 e la musica rock portava con sé gioie e dolori. E’ lì che ho iniziato il mio viaggio. Non da solo, ma in compagnia di band storiche (Led Zeppelin, Deep Purple, per esempio) oppure più o meno agli esordi (Ac/Dc, Guns). Oltre ad alcuni simboli, come quelle scarpe, che mi hanno accompagnato ovunque (la foto l’ho scattata sulla spiaggia di un mare del nord Europa).

Eccovi un video che voglio commentare:

Credo di averlo già postato, in un post dove raccontavo la mia serata di S. Silvestro dell’anno scorso. E’ la canzone che meglio spiega cos’è un concerto rock. Mesi prima ti informi sulle date, ovunque: negozi, Internet, amici, amici degli amici. Qualunque informazione attira il tuo interesse. Ti muovi con largo anticipo, e a volte a ragione: nei grandi eventi i biglietti possono sparire in poche ore.
Poi arrivi alla vigilia, che vivi con un unico pensiero: il giorno dopo. Senti già salire l’adrenalina.
Svegliandoti hai subito quel pensiero in testa e arrivi ore prima ai cancelli. Non importa l’attesa, non importa il clima. Acqua torrenziale o caldo soffocante ti sfiorano appena. Entri nel luogo dell’evento. Stringi amicizie, fai conoscenze o rinsaldi amicizie già nate, perché momenti simili rimarranno ricordi indelebili, e chi sarà con te farà inevitabilmente parte di quei ricordi, per sempre.
Intanto l’adrenalina continua a salire e raggiunge momenti indescrivibili appena sai che tutto sta per iniziare. Quel video lo spiega bene: guardate le persone più che la band. Ti domandi cosa accadrà in un turbinio di emozioni che esplodono in un momento ben preciso: l’uscita dei tuoi idoli.
In quel momento esplodi e tutto esplode con te. Urli, sbatti a destra e a manca, prendi e rifili botte, spintoni. Non capisci più nulla. Eiaculi le emozioni.
E inizi a scatenarti, insieme alla band. In alcuni momenti nei fai parte, canti con loro. Loro danno energia a te e tu a loro.

Per questo, per me, quel concerto vale così tanto. Vale la fine di un viaggio iniziato molti anni fa: quel giorno miracolosamente diventerà realtà. Non cederò mai e poi mai quel biglietto nemmeno per 500 euro (sono arrivati ad offrirmene 150). Con me ci saranno 2 amici e quelle scarpe, che mi aiuteranno a comporre emozioni, le stesse che posso provare viaggiando.
So già che il giorno dopo mi sveglierò con botte sul corpo domandandomi quando le ho prese.
So già che mi risveglierò con le orecchie fischianti e l’udito fracassato.
So già che mi risveglierò pensando solo a quel giorno, quando i ricordi saranno così freschi da riaffiorare a fiotti.
Ma so anche che vivrò momenti grazie ai quali tutto ciò varrà la pena di essere vissuto.

Vi lascio con una citazione, le parole di un viaggiatore scomparso poco fa, già salutato su questo blog:
“mi sono sentito per una manciata di secondi, senza motivo, perfettamente felice, mentre i peli si rizzavano sulla pelle d’oca delle braccia, granulosa come la buccia di un’arancia. Pochi secondi soltanto, per i quali vale la pena vivere”.

Sono felice come un pirla.

31 Ottobre, 2008 at 4:36 pm | In Ac/Dc, musica | Leave a Comment

“Sei un pirla” disse il mio amico l’altra sera. E aveva ragione.
Se quando eravate piccoli vi avessero messo in cameretta il regalo di compleanno 4 mesi prima di quel giorno dicendovi di non aprirlo sino a quella data, avreste resistito?
Non credo. Anzi, probabilmente avreste potuto denunciare al telefono azzurro i genitori per tortura.
A me è successa la stessa cosa. Come cazzo facevo a resistere?
Mi spiego: il tour è già iniziato. Io sapevo che avrebbero fatto una “data pilota” prima, solo per pochi eletti. E già circolano su youtube quelle immagini. Mi ero ripromesso di non cercare informazioni a riguardo, non volevo sapere nulla sino al prossimo 21 marzo. Ma ho ceduto ed ora mi maledico. Oltre che a sentirmi maledire da chi mi accompagnerà quel giorno.
Sono un pirla, ma felice perché guardandoli si vede subito che sono in perfetta forma. Li potete vedere qui sotto. (tenete presente che le riprese sono artigianali, quindi l’acustica ne risente). ATTENZIONE: sconsiglio a chi ci sarà di guardarlo, si rovina la sorpresa. Io vi ho avvertito.

Updated: Cercherò di parlarne poco sino a quella data. Per compensare la rottura di maroni che vi sto impartendo, vi prometto che dopo l’evento posterò su questo blog immagini e (se riesco a capire come fare) filmati della serata.

C’è ritorno e ritorno.

29 Ottobre, 2008 at 10:58 am | In Guns n' Roses, musica | 3 Comments

Pochi giorni fa vi parlavo di un nuovo ritorno. Ora ne è previsto un altro, il prossimo 23 novembre: i GNR. Mi rifiuto di scrivere il nome corretto perché non sono loro. Dopo 17 anni, milioni di dollari e miliardi di prese per il culo, uscirà Chinese Democracy.
Mi divertivo a scommettere se sarebbe uscito prima l’album o la democrazia in Cina. Se l’avessi fatto avrei perso. 
Io, anche in questo caso, ho saputo dell’uscita il 21 ottobre, un giorno prima della comunicazione ufficiale. Sono un grandissimo appassionato di quel gruppo, che per me è entrato in agonia dopo Appetite for destruction 
ed è morto dopo Use your illusion.
Il primo dei due è e resta il miglior album rock mai uscito in assoluto. Poi, dopo la dipartita di Adler e altri cambiamenti, sono morti, anche se in realtà campavano allegramente. Per non parlare della fuga dell’uomo nella foto, che proprio qui, in questo blog, ha deciso di esternare il suo parere sull’evento del prossimo novembre.

Due anni fa ho assistito aggratisse a 2/3 del loro concerto (col cazzo che regalavo 60 euro, oltre al fatto che odiavo gli altri gruppi presenti, korn compresi). Ho visto Axl arrivare all’Idroscalo e ho visto pure le groupies raggiungerlo dopo (che fighe!). E’ l’unica cosa di quella serata che gli invidio, anche se cantò alla grande. Non c’entrano un cazzo con i veri guns di fine anni 80. E’ finita quell’epoca. Mi spiace. Tornate pure, ma non mi sarebbero dispiaciuti altri 17 anni di silenzio.
(ciò non toglie che ascolterò l’album e magari arriverà persino a piacermi. Ma non è un album dei Guns n’ Roses).

Ce l’ho fatta!

14 Ottobre, 2008 at 2:06 pm | In Ac/Dc, musica | 9 Comments

Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso. Preso.

E’ stata un’impresa, ma il 21 marzo io ci sarò. Non aggiungo altro.

Sentimenti in musica #4

7 Luglio, 2008 at 9:35 am | In musica | Leave a Comment

Oggi metto in musica la nostalgia, quella di casa. Sono lombardo e anche se il mio dialetto è diverso dal comasco, penso che questa canzone sia comprensibile a tutti gli italiani. Non sono neppure svizzero ma parla del loro eroe nazionale. E in verità non mi piace nemmeno molto Van de Sfroos. Ma questa canzone fa eccezione: un testo stupendo, divertente. Se fossi all’estero mi farebbe risentire l’aria di casa.
L’ascolterei mille volte. Voi fatelo almeno una volta.

Sentimenti in musica #3

16 Giugno, 2008 at 1:56 pm | In musica | Leave a Comment

In questa rubrica occupa-spazio oggi metto loro: i bluvertigo. Li avevo ascoltati live nel lontano 97 prima di Metallo non metallo. Non mi avevano entusiasmato, pochi li conoscevano. Pochi giorni fa li ho visti live in tv: molto meglio ora di quella sera. E ho pensato che loro una canzone su un sentimento l’avevano già fatta. Bel testo. Odio ipocriti, buonisti e buonismi. Odio: un bel sentimento, umano e duraturo. Hai avuto a che fare con alcuni di loro? Ascoltati questa e ti risolleverai.

Sentimenti in musica #2

9 Giugno, 2008 at 2:00 pm | In musica | 1 Comment

Se dovessi scegliere la pazzia, metterei questa canzone. Perché? Perché la mattina mi capita spesso di svegliarmi e da quel momento ritrovarmi nella testa una canzone che mi accompagna per la giornata. La canticchio o la vado a cercare sul mac del lavoro per ritrovarla. Ora, non so se questo succede a molte persone e se sia normale, ma credo di sì se si è appassionati di musica come me. Solitamente sono canzoni che mi ritrovo ad ascoltare spesso. E il più delle volte canzoni che conosco. Stamattina, ecco sopraggiungere la pazzia: la canzone che torna e ritorna nella mia mente è questa. Risale agli anni 90 e non ricordo l’ultima volta che l’ho sentita, anni fa. E non la si ascolta molto, nemmeno in radio. Il gruppo? Erano i Counting Crows. Ma ancora non riesco a capire perché sia ritornata e non va via. Comunque è molto bella. Buon ascolto.

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