E se mi saltasse un grillo in testa?
14 Luglio, 2009 at 3:47 pm | In Uncategorized | Leave a Comment
Avevo promesso di non parlare di politica, però un’eccezione concedetemela. Questa poi è grossa, lo merita.
In questi giorni Grillo ha annunciato la sua candidatura a segretario del PD. Ho sempre pensato che la sua nascita (del Pd) corrispondesse alla morte della Sinistra e di qualunque forma di opposizione a Mister B. I fatti mi danno ancora oggi ragione.
Ovviamente non penso bene di quel partito. Basta guardare i suoi iscritti e siccome il valore un gruppo è dato della persone che lo compongono, tirate voi le somme. E non obiettate, per favore, che c’è anche altra gente. Quel’”anche” significa solo una cosa: che non esiste un partito ma un insieme insulso, indefinito di marmaglia.
Tra loro c’è chi sostiene uno stato teocratico e che l’omosessualità è una malattia. Io dico: ma se si inscenano falsi processi per cacciare gente simile dal partito, perché si sostiene che altri non possano entrarvi?
C’è chi ha portato in Italia la legge più infame: quella sul precariato. Non ridete su questi link, perché nell’ironia si trova spesso la verità (a proposito: io ogni tanto ho scritto su nonciclopedia!). Grillo su questa cosa ha pubblicato un libro.
Mi sono letto il suo programma. 10 punti su cui condivido. Dicevo: si fanno entrare certe persone. Si inscenano falsi processi per far finta di mandarle via. Non c’è alcun programma. E quando vuole entrare uno che possiede almeno una bozza di idee, che dice cose “di sinistra”, si risponde “no”? Mah, non so. Ho sempre detto che in fondo lui dice ciò che tutti pensano e critica solamente. Sarebbe un bel banco di prova: è chiamato a fare. E comunque, in qualunque caso ne uscirà vincitore:
-lo accettano e vince lo è per definizione;
- lo accettano e perde lo è perché comunque chiunque lo voterà darà unapicconata all’associazione a delinquere che portano avanti;
- non lo accettano? lo è perché dimostra che il termine “partito democratico” è un ossimoro.
Io, se lo dovesse fare, quasi quasi compro la tessera e gli piazzo il voto. Almeno lui ci mette un programma, ci mette la faccia. Qua se tutti quelli di quel partito mettessero la faccia vedremmo “anche” una serie infinita di c..i
Spot pro.
10 Luglio, 2009 at 12:28 pm | In Uncategorized | 1 CommentNon so voi, ma io dopo aver visto questo schifo ho subito pensato “ah, se avessi qua con me una bella cannetta, mi risolleverei il morale”.
A volte serve proprio qualcosa per dimenticare le schifezze della vita. I Goal della Juve, uno che mi parla di Dio, insomma: a me sembra uno spot pro uso.
Auguri.
5 Luglio, 2009 at 11:06 am | In eva green | Leave a Comment
Oggi lei ne fa vingt-neuf, 29. La mia musa. La più bella cosa di Francia. L’eccezione alla regola “niente è più effimero della bellezza”, una moderna Dorian Gray. Un mio sogno da realizzare.
Mi sarebbe piaciuto scriverlo in francese, ma a scuola in francese scritto avevo 4 (quando andava bene).
Forse sbaglio a illudermi che lei mi legga e quindi, almeno virtualmente, mi conosca. Ma in fondo l’amore che cos’è, se non un’irraggiungibile illusione?
Tanti auguri!
Dylan dei poveri.
3 Luglio, 2009 at 10:49 am | In musica | 2 CommentsIeri a Crema ha suonato De Gregori. Io, anche per scelta, non ci sono andato. In genere non mi sognerei mai di giudicare un concerto a cui non ho assistito o un libro che non ho letto. Ma stavolta faccio un’eccezione.
Stamane, come sono entrato in ufficio, ho chiesto subito a una mia collega che lavora qui e che era presente ieri sera: “Ha fatto Pablo?”. Sorpreso, ma nemmeno più di tanto, ho ottenuto una risposta: “No”. Ho ribattuto: “Alice?”. “No.”
In parte me lo aspettavo, lo apprezzo come artista, meno come uomo. Infatti ieri sera è salito un uomo piccolo-piccolo su quel palco. L’artista chissà dov’era. Perché? Perché è un radical chic, nella realtà. C’è artista e artista. Molti conoscono la vicenda personale che lo tenne lontano dai palchi, era un’altra epoca e la contestazione era il pane quotidiano, in quegli anni. Lui, e non voglio giudicare il famoso episodio milanese, ne fu travolto.
Dylan, per altre scelte, non propone più alcuni successi. Altri li propone in arrangiamenti molto diversi. Ma c’è un motivo: vuole dare qualcosa di nuovo, di suo, al pubblico. Non a caso i cambiamenti sono su canzoni inflazionate e magari già proposte da altri. Pablo, a differenza dei capolavori esclusi nei concerti dal menestrello americano, è una canzone conosciuta ai fans, a quelli come me (sorpresi?), sconosciuta alla massa. Bellissima, è un obbligo per chi sceglie di pagare per venire a incontrarti e passare una serata. Non si tratta di fare il juke box, si tratta di ringraziare chi, negli anni, ti ha seguito e ti ha amato. Eppure non ci vuole molto a capirlo.
Caro De Gregori, io non so perché come sali sul palco non interagisci con il pubblico, perché eviti canzoni come Pablo, perché negli ultimi anni fai solo canzonette squallide anche dal punto di vista musicale. So solo che fossi stato presente ti avrei contestato. Come altri hanno fatto. Mi hanno raccontato di due uomini, un po’ brilli, che volevano salire sul palco. E dalle retrovie si sono sentite lamentele. Meglio così, altrimenti stamane mi avreste visto sul giornale locale in prima pagina. Titolo: “Facinoroso aizza la folla contro De Gregori durante il concerto”. A tutti voi che c’eravate, consolatevi così: Pablo ve la faccio ascoltare io.
La crisi esiste.
1 Luglio, 2009 at 1:27 pm | In Uncategorized | 2 Comments
Ieri è stata giornata di lutto. L’incazzatura l’avevo già sbollita. Riporto:
“A gennaio il Milan ha aperto per la prima volta a una cessione e in quel momento ho capito la posizione del club, anche in virtù di un momento di crisi mondiale. Tuttavia – ha spiegato il brasiliano – non ho ritenuto giusto andare via in quel momento, a metà campionato. Dopo la partita con la Fiorentina – ha continuato Kakà -, il Milan mi ha chiamato dicendomi che aveva offerte da altre squadre e che stava aprendo la porta per una possibile cessione a causa della crisi economica. A questo punto ho pensato che se avessi dovuto lasciare il Milan lo avrei fatto per il Real Madrid.” (dal sito della Gazzetta).
Non è mai bello essere presi per il culo. Non so se Ricardo la racconta giusta. So solo che ora indossa un’altra maglia e che il Berlusca ci ha mentito: ogni tre per due è lì a dire che non esiste nessuna crisi. Lo fa spesso, da politico. Ma non mi aspettavo che lo facesse da presidente del Milan: la crisi esiste. Levati dai coglioni, ora che fai anche il tirchio. Se non vuoi spendere nel calcio e preferisci spendere per montarti qualche fighetta da quattro soldi, liberissimo di farlo. Ma non lamentarti se a montare sarà poi qualcos’altro: la nostra rabbia. Bugiardo. Tirchio e bugiardo.
All’uomo rappresentato in questa foto auguro una cosa: un bell’infortunio, un rientro e l’uscita da Champions e Liga. Sarebbe una bella soddisfazione.
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