Era un post.
25 Dicembre, 2008 at 12:38 pm | In Uncategorized | 3 Comments(post eliminato dall’autore)
Avevo deciso di fare un regalo e mantengo sempre la parola data: un post a tempo. E’ durato solo poche ore, Babbo Natale arriva e se na va, no?
Cosa conteneva?
Immagini di chi ora sta scrivendo dietro al computer, il tenutario del blog. Foto, anche osé. Immagini al mare (una fatta l’anno scorso mentre saluto il mare prima di tornare a casa), a letto, nei locali, etc.
So che alcune bramavano queste immagini. Ora le ho rimosse. Ve le siete perse? Peccato, provate nel 2009. Forse sarete più fortunate.
Chiuso per prove.
16 Dicembre, 2008 at 2:46 pm | In Uncategorized | Leave a CommentChi mi legge dall’inizio sa che non amo il Natale. Anzi, lo odio. Sull’amore per il Natale, Scrooge mi fa un baffo, solo che a differenza sua sono generoso. Proprio per questo chiudo già ora il blog per andare in ferie. Perché? Perché quest’anno sono stato buonissimo. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che Santa Lucia è venuta da me e mi ha portato la nintendo wii con “guitar hero – legends of rock” e anche il biglietto del cinema per ”Come Dio comanda” (avevo letto il libro, ma non mi va di recensire né quello né il film, per altro bello).
Chi mi vede suonare mi prende per pazzo. Mi diverto troppo. Suono in un misto di Slash, Page, Angus Young e il chitarrista dei Darkness. Tutti Made in Gibson, ovviamente. Pennate, salti in salotto durante gli assoli, strisciate, etc.
Lo trovo spettacolare anche per alcune frasi e situazioni molto simili alla realtà. Dopo aver firmato un paio di contratti discografici e aver guadagnato un bel gruzzoletto avevo deciso di comprarmi la Les Paul Custom all’emporio (chi conosce il gioco sa di cosa parlo) salvo scoprire che costava troppo. “Anche qua, cazzo!” ho esclamato.
La frase “Possiamo diminuire il riverbero delle casse spia” mi ha ricordato i sound check quando ci si divertiva a far lavorare a vuoto l’addetto al suono: “accendimi le spie della batteria etc.”. Che prese per il culo! Ora, per la legge del contrappasso mi sono sentito dare del pusillanime da Tom Morello. Non lo sono, ecco. Se mai l’ex RATM passasse di qua, sappia che ho coraggio da vendere.
Dicevo: ho firmato già un paio di contratti con alcune case per i tuor in England e Giappone. Devo continuare a esercitarmi, non posso deludere i fans. Quindi chiudo il blog, non per ferie ma per prove. Ho tanto da lavorare e a casa mi devo esercitare con il gioco. Con alcuni amici stiamo pensando di mettere su un gruppo guitar hero e partecipare ai concorsi.
C’è una sola cosa che ammiro del Natale: questa canzone. L’unica che mi piace, tutte le altre dedicate a questa festa le trovo più false e mielose della festa stessa (ce ne vuole!). Gruppo: Ramones. Eccovela. Arrivederci a gennaio!
ps forse nei prossimi giorni posterò ancora, sto pensando a un post a tempo: solo pochi giorni, con un regalo. Vedrò cosa fare.
Tu si, tu no; quello sì, quello no. (5)
9 Dicembre, 2008 at 2:42 pm | In Uncategorized | Leave a CommentNiente famiglie perfette.
Spesso in pubblicità si lavora per stereotipi. A volte veri, a volte falsi. Così può capitare di accendere la tv e scoprire che in famiglia ci si svegli tutti già pettinati, belli, felici di fare colazione tutti insieme appassionatamente. Tutti appartengono a un classe sociale. Le altre hanno i loro difetti, identificati dalla gente come stereotipi. C’è chi li ha usati, con o senza ironia, per pubblicizzare i loro prodotti: per dire il mio prodotto è migliore degli altri.
Ecco tre esempi.
Volete scoprire il vero motivo del successo commerciale dei prodotti tecnologici Made in Japan? Ve lo svela lui, il presidente della Sony. Censurato.
Un dentifricio marrone? Beh, utilizziamo un uomo di colore. C’è chi l’ha fatto. Censurato. (questo non ho ancora capito se sia una pubblicità progresso o un filmato commerciale di una casa di dentifrici, per come è realizzato. Internet sembra avvalorare la mia seconda ipotesi).
Veniamo a noi. Siamo forse estranei alle prese per i fondelli? No, certo che no. Chi ha viaggiato sa che di italiani così, nel mondo, ce ne sono. Un italotedesco simile l’aveva già usato Verdone in Bianco Rosso Verdone (ricordate il calabrese che fa rientro in Italia in occasione delle elezioni, a bordo della sua AlfaSud borchiata?). Era il 1980, ma vi posso garantire che ancora oggi ne esistono. Pochi mesi una famosa catena di ipermercati di elettronica lo ha usato per farsi pubblicità. E’ passato. Facciamoci quattro risate.
Coltivatori di cachi.
5 Dicembre, 2008 at 10:24 pm | In Uncategorized | Leave a CommentL’Italia è veramente la terra dei cachi. Ora vi racconto una storia, vera, successa a me. Vi descrivo una categoria di coltivatori di cachi: gli assicuratori. O almeno i miei assicuratori, diciamo così.
La settimana scorsa mi arriva a casa il bolletino postale per pagare l’assicurazione auto, l’RCA.
Scopro con mia sorpresa che l’importo è cresciuto: ohibò, io non ho commesso incidenti né nel 2008 né mai. Ma la polizza l’ho stipulata l’anno scorso, era la prima a mio nome, quindi evitiamo gli anni pre – 2008.
Telefono per chiedere informazioni. Mi dicono che l’aumento è dovuto a una direttiva UE che impone massimali più alti. Verifico, ed è vero. Ma faccio presente che i miei massimali erano già vicini al limite, quindi chiedo:
“ma l’altro adeguamento? Quello del valore dell’auto? Sa, ad esempio per il furto e incendio...”
Assicuratrice: “ora verifico“
Io: “Mi può dire quanto pago voce per voce?”
Lei: (dopo 5″ di silenzio) no, per via della legge sulla privacy, sa…”
Io: “come? Le garantisco che sono io e poi non mi sembrano dati sensibili, deve solo elencarmi degli importi“.
Lei: “non potrei“
Io (dopo che ho fiutato l’aria un po’ strana): “ok, ma preferisco pagare di persona, non tramite bollettino, ci vediamo tra qualche giorno“.
Oggi sono andato a pagare. Entro e chiedo come mai mi ritrovo a pagare di più, specificando che conosco la legge sull’adeguamento dei massimali.
L’assicuratrice controlla.
Lei: “oh, non so come mai, ma non le è stato adeguato il valore dell’auto. Ora ha un anno in più, deve pagare meno di quell’importo. Ora le adeguo il valore poi non si preoccupi, l’anno prossimo l’adeguamento sarà automatico.“
Mi sono incazzato. Perché è evidente la voglia di truffare. Non possono dire di essersi dimenticati di adeguare, perché solo la settimana scorsa ho fatto presente io che c’era anche questo. Cosa significa “non si preoccupi per il prossimo anno”? Mi avete preso per un pirla? Io il prossimo anno ricontrollo, eccome. E se l’errore rimane cambio angenzia. Mi chiedo: “quanti pagano senza controllare l’adeguamento?”, quanti ne truffate all’anno? Per non parlare della mancata attuazione della legge Bersani, quella che consente ai figli di prendere la classe di merito dei genitori, quella di cui ho usufruito io l’anno scorso. Prima di stipularla con questa assicurazione ero andato in altre 4: tre non l’applicavano se non lo facevo presente io. Solo un’altra mi aveva detto subito “lei è avantaggiato dalla nuova legge”. Siete una categoria di coltivatori di cachi, oltre al fatto che speculate per professione sulle disgrazie altrui.
Quand’è che la gente capirà che truffare non serve e che siamo tutti consumatori, prima che bancari, assicuratori, taxisti, etc.? Che non può pretendere di non esser truffata se appena può se ne approfitta?
Ho preso una decisione su questo blog. Fare il pubblicitario mi dà alcuni vantaggi, conosco alcuni trucchetti. D’ora in poi ne svelerò alcuni utilizzati dalle aziende. Non sono truffe, ma è giusto che la gente sappia. Vedrò come fare, anche per tutelare il mio ormai non-più-anonimato.
Rock Eiaculation.
2 Dicembre, 2008 at 6:12 pm | In Ac/Dc, about me, musica | Leave a CommentUn giorno qualcuno ha scritto che “viaggiare è comporre musica con le scarpe”.
Sono cresciuto in una famiglia in cui i miei ascoltavano musica degli anni 50 e mia sorella ascoltava Pausini, Eros, etc. (ascoltano ancora la stessa musica).
Non ho avuto cugini più grandi che mi battezzassero con accordi, riff, battute di batteria e via dicendo. Non ricordo quale fu la canzone o la musica, ma quando ascoltai il rock mi innamorai subito. La pecora nera in famiglia. Erano gli anni 80 e la musica rock portava con sé gioie e dolori. E’ lì che ho iniziato il mio viaggio. Non da solo, ma in compagnia di band storiche (Led Zeppelin, Deep Purple, per esempio) oppure più o meno agli esordi (Ac/Dc, Guns). Oltre ad alcuni simboli, come quelle scarpe, che mi hanno accompagnato ovunque (la foto l’ho scattata sulla spiaggia di un mare del nord Europa).
Eccovi un video che voglio commentare:
Credo di averlo già postato, in un post dove raccontavo la mia serata di S. Silvestro dell’anno scorso. E’ la canzone che meglio spiega cos’è un concerto rock. Mesi prima ti informi sulle date, ovunque: negozi, Internet, amici, amici degli amici. Qualunque informazione attira il tuo interesse. Ti muovi con largo anticipo, e a volte a ragione: nei grandi eventi i biglietti possono sparire in poche ore.
Poi arrivi alla vigilia, che vivi con un unico pensiero: il giorno dopo. Senti già salire l’adrenalina.
Svegliandoti hai subito quel pensiero in testa e arrivi ore prima ai cancelli. Non importa l’attesa, non importa il clima. Acqua torrenziale o caldo soffocante ti sfiorano appena. Entri nel luogo dell’evento. Stringi amicizie, fai conoscenze o rinsaldi amicizie già nate, perché momenti simili rimarranno ricordi indelebili, e chi sarà con te farà inevitabilmente parte di quei ricordi, per sempre.
Intanto l’adrenalina continua a salire e raggiunge momenti indescrivibili appena sai che tutto sta per iniziare. Quel video lo spiega bene: guardate le persone più che la band. Ti domandi cosa accadrà in un turbinio di emozioni che esplodono in un momento ben preciso: l’uscita dei tuoi idoli.
In quel momento esplodi e tutto esplode con te. Urli, sbatti a destra e a manca, prendi e rifili botte, spintoni. Non capisci più nulla. Eiaculi le emozioni.
E inizi a scatenarti, insieme alla band. In alcuni momenti nei fai parte, canti con loro. Loro danno energia a te e tu a loro.
Per questo, per me, quel concerto vale così tanto. Vale la fine di un viaggio iniziato molti anni fa: quel giorno miracolosamente diventerà realtà. Non cederò mai e poi mai quel biglietto nemmeno per 500 euro (sono arrivati ad offrirmene 150). Con me ci saranno 2 amici e quelle scarpe, che mi aiuteranno a comporre emozioni, le stesse che posso provare viaggiando.
So già che il giorno dopo mi sveglierò con botte sul corpo domandandomi quando le ho prese.
So già che mi risveglierò con le orecchie fischianti e l’udito fracassato.
So già che mi risveglierò pensando solo a quel giorno, quando i ricordi saranno così freschi da riaffiorare a fiotti.
Ma so anche che vivrò momenti grazie ai quali tutto ciò varrà la pena di essere vissuto.
Vi lascio con una citazione, le parole di un viaggiatore scomparso poco fa, già salutato su questo blog:
“mi sono sentito per una manciata di secondi, senza motivo, perfettamente felice, mentre i peli si rizzavano sulla pelle d’oca delle braccia, granulosa come la buccia di un’arancia. Pochi secondi soltanto, per i quali vale la pena vivere”.
Voglio, voglio, fortissimamente voglio.
2 Dicembre, 2008 at 12:20 pm | In Ac/Dc, Uncategorized | 2 Comments
Recentemente ho vinto una piccola sommetta. Ho deciso di investirla in un prodotto che ho sempre desiderato: la Les Paul. D’estate finivo per fare lavoretti solo per lei, solo che costava talmente tanto che ci rinunciavo.
Ora è arrivata l’alternativa: una finta Les Paul. Sì, comprerò la Nintendo Wii con Guitar Hero: è mobile, senza cavi. Un bel costo, ma chissenefrega. L’avevo provato l’anno scorso dentro un mediaworld. Non fu con lei, ma ricordo che mi misi a suonare “alla Slash”, in verticale. La gente che entrava mi guardava come se fossi pazzo. Il brano era “You really got me”. Abbastanza facile.
Il filmato spiega bene il gioco. Un surrogato, vero. Ma se lo si prende per quello che è, un gioco, ci si diverte. Una scorciatoia sulla strada del rock.
Fa parte del vivere il rock. E’ dura, lo so. In uno dei prossimi post spiegherò cosa intendo. Nel frattempo vi lascio con un video molto bello, una canzone di molti anni fa. Bon Scott Era. Loro sapevano già che è lunga la strada verso il top se vuoi il rock’n'roll. Qua, tra l’altro, svelano che sono scozzesi, pochi lo sanno (tutti li pensano australiani, in parte è vero: sono cresciuti lì). Il testo racconta benissimo la strada che dovrò compiere fino a quel fatidico 21 marzo. Sarà lunga, dura, difficile. Ma Angus, ti rispondo qui: io voglio il vostro rock, anche se preferisci la SG, diavoletto. Peccato che questa bellissima canzone sia sparita dai vostri concerti. Buon ascolto.
(messaggio per la Gibson: se nei prossimi giorni vedrete le vostre vendite aumentare vertiginosamente non chiedetevi il perché. Leggetevi il mio blog, troverete la risposta).
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