1) Perché nei colloqui di lavoro si dice che non si deve parlare di denaro?
2) Perché c’è sempre il collega che si lamenta: “ho sempre tanto lavoro”?
3) Perché il n.2 è in realtà colui che lavora meno?
4) Perché il n. 2 e 3 è colui che non può mai darti una mano?
5) Perché i leccaculo fanno carriera?
6) Perché lo sport nazionale di qualunque ufficio è lo sparlare di qualcuno?
7) Perché il 2-3-4-5-6 è colui che si sofferma oltre l’orario di lavoro solo per far sembrare agli altri che lavora molto ma in realtà non fa un cazzo e lo fa solo per apparenza?
Ce ne sarebbero mille altre, ma ecco alcune mie considerazioni, perché se un giorno mi ritrovassi nel ruolo dirigenziale di qualcosa, farei così:
1) Odio gli ipocriti. Ok, ci saranno mille altri motivi per fare o cambiare un lavoro (luogo, qualità della vita, etc.) ma questo è importante. E lo sanno tutti. Bando agli ipocriti.
2/3/4) Ovunque io abbia lavorato ne ho sempre trovato uno. O più.
5) E’ meglio far carriera così o non farla? Preferisco la 2.
6) Nel 99% dei casi male, nel 98% alle spalle. Meglio fregarsene, tanto per quanto tu ti possa adeguare e allenare, campioni di quest’attività ci si nasce. E’ tutto talento. meglio non rodersi il fegato; il primatista mondiale, il recordman da oro-argento-bronzo c’è già sicuramente. Magari è proprio quello che ti sta accanto. Meglio non curarsene e andare avanti.
