Deroga #1: io l’avevo detto 3 mesi fa.
23 Aprile, 2008 at 10:10 am | In Ac/Dc, musica | Leave a Comment
Ok, avevo detto che sarebbe rimasto per un po’ in letargo. Ma proprio stamattina i quotidiani riportano una notizia: il ritorno degli Ac/Dc. Prepareranno un nuovo album, Dirty Rithm, a Vancouver con il produttore storico di Springsteen. Uscirà entro fine anno. Io l’avevo anticipato 3 mesi fa (ripeto: 3 mesi prima); trovate la notizia qualche post indietro. Ho le mie fonti, e dovrebbero tornare in tour (qua resta il condizionale). Giustamente mi vanto un pochettino di questa cosa.
Ecco, può accadere anche questo seguendo il mio blog. Vi lascio con un loro brano storico.
So’ soddisfazioni.
Che ne sarà di
22 Aprile, 2008 at 3:11 pm | In Uncategorized | Leave a CommentCome avrete notato, sto dedicando poco tempo al blog. Sto riflettendo. Non mi piace la piega che gli ho dato. Ho trattato temi noiosi (la politica) causa vicende d’attualità e non avrei mai voluto farlo.
In pratica l’ho fatto diventare un diario personale. Era esattamente ciò che non volevo accadesse.
Ho trattato i temi più disparati, a volte in modo ironico, e se guardassi i post più letti potrei anche capire che cosa trattare. Il più letto in assoluto è quello dove tratto di donne e pubblicità e parlo della mia futura amante (a proposito: giovedì sarò tutto il pomeriggio in studio fotografico con un’ex miss Italia, non faccio nomi). Musica e viaggi sono ben gettonati. Ma non ho viaggi in programma nei prossimi mesi. Altro must è Bukowski.
Ma cosa me ne faccio di un diario? Aggiungo che è un diario con pochi commenti, eppure i contatti ci sono (circa 25 al giorno, tanti se si pensa che nessuno di chi mi frequenta sa che ho un blog). In pratica sono io che scrivo a me stesso. E sarei da ricovero, più di chi parla da solo (cosa che ogni tanto mi ritrovo a fare, capita che mi metta a pensare ad alta voce).
Trattare di pubblicità? No, se non nei termini ironici e da presa per il culo dell’ambiente (tipo proprio il post più letto). Ma sarebbero pochi post.
Le donne? Sì, l’ho fatto a volte in modo ironico. A me interessa solo Eva Green, chi mi conosce lo sa. E lei non si è fatta viva. Un fallimento. Come la mia attività di gigolo, neanche a quello è servito.
Insomma, vorrei prendermi un po’ di tempo per rifletterci su. Non so – e sono serio – se continuerà. Non ho nessuna voglia di ritrovarmi un diario personale dove io mi scrivo. è anche un periodo con poco tempo libero da dedicargli. Quindi, se nei prossimi giorni lo troverete poco aggiornato non so che dirvi: può darsi che mi ritorni la voglia di scriverci sopra. Ma se dovesse proseguire così preferirei chiuderlo. Ciao.
Pvt msg per Chiara V. (e non solo)
22 Aprile, 2008 at 10:16 am | In Uncategorized | 2 CommentsOrmai vi ho beccato che mi avete beccato. Lo dedico a te il post ma ci aggiungo anche altre persone (Tin@ & co.). Ho scelto te perché la settimana scorsa ti è scappata quella frasetta “abbiamo trovato il tuo blog”. Lo spazio sotto è per voi. Lasciatemi un saluto. Sfortuna vuole che ci siate arrivati in un momento in cui non so se continuerò questa avventura. Devo ancora capire cosa farne e cosa farlo diventare.
Per tutti gli altri che ogni tanto capitano di qua: non mi aspetto capiate il messaggio. Infatti è privato. Ma il prossimo post spiegherò meglio.
Quando la non-partecipazione è partecipazione.
8 Aprile, 2008 at 9:38 am | In Uncategorized | 5 CommentsIn questi giorni nei bar sento la gente chiedere “domenica chi voti?”. Spesso quando rispondo vengo tacciato di ipocrita, stupido, etc. etc.
Io rispetto le opinioni altrui. Me ne frego di quello che pensano gli altri della mia. Alcuni mi chiedono cosa farò e una volta esposto le mie motivazioni dicono “anche io farò così, hai ragione”. Per la cronaca sono in 4.
Cosa faccio quando mi tacciano come stupido? Lascio perdere il discorso e provo a pensare nella mia mente a qualcosa d’altro. Un po’ come il cervello di Homer Simpson. Mi isolo dalla realtà. Non voglio maestri, ma gente che rispetti la mia opinione. Perché motivata e non dettata dal semplicismo “sono tutti uguali”.
Ora la spiego meglio.
partiamo da un dato di fatto: il voto è importante. In democrazia il popolo si esprime col voto. E si vota ciò che si conosce e si approva. Giusto? Bene, data questa ovvietà, partiamo.
Alcuni sostengono che si debba andare sempre a votare. Ma così si svilisce l’oggetto. Si vota solo quando si è convinti, così si dà valore. Convinti di ciò che si fa.
Se il voto è importante, va guadagnato. Un politico lo guadagna se in campagna presenta un programma con proposte. Poi, se vince, s’impegna a fare ciò che ha promesso. Se lo fa ottiene il voto la volta seguente, se non lo fa non l’ottiene. Giusto? La gente dice “bisogna comunque votare, il non-voto è ciò che vogliono loro, quelli che governano male”. Ma secondo l’ovvietà sopra espressa è casomai il contrario. Votare comunque svilisce l’oggetto. Darla a tutti fa di una donna una poco di buono, darla solo se si prova qualcosa dà un senso a quella cosina. Il paragone non so se sia giusto, ma fa capire il concetto.
Esistono democrazie dove alle elezioni va il 60% della popolazione. In America se vuoi votare lo devi dire prima, devi iscriverti nelle liste elettorali. Svizzera, England e altri hanno quelle percentuali (a volte meno). E la democrazia funziona.
Veniamo all’Italia, dove chiunque va a votare è – suo malgrado – ignorante. Perché dico questo? Perché non può sapere ciò che fa. Prendiamo i temi sociali. Ne prendo uno a caso: i dico. Avete sentito una delle due coalizioni principali esprimersi in modo chiaro e univoco su questo concetto? No, ovviamente. Perché le elezioni si vincono agganciando i moderati. E i temi sociali non ammettono moderazione: qualunque opinione si prenda si è estremi, perché esiste solo sì o no (se è sì poi si dovrà regolamentare, ma questo è un altro discorso). Lo stesso dicasi per aborto etc. Esprimersi comporta un rischio di perdere voti maggiore della possibilità di guadagnarne di nuovi. Questa cosa fa schifo. Perché è importante mettere la faccia davanti al popolo che ti deve votare. Se la tua opinione è frutto di convenienza (quella di tacere) allora fai troppo il furbo. E la gente non sa. Rimane ignorante.
Veniamo alle passate elezioni. Il programma prevedeva alcune cose, ne cito alcune: i dico li ho già citati, la revisione legge 30, la commissione su Genova, etc.
Non sono giuste o sbagliate. erano da fare. Punto. Non si può decidere a posteriori rispetto alle elezioni se vanno fatte o no. Se un programma vince, si fa. Altrimenti prendi per il culo chi ti ha votato. Ricordate? Il voto si dà se fai ciò che prometti.
Spesso mi viene ricordato “la libertà è partecipazione”. E’ una frase di Gaber, conosco la canzone. Ma anche il non-voto, se motivato, è partecipazione. Perché si esprime un’opinione. Quindi si partecipa. Ecco perché penso che la mia sia libertà. Riflettete quando entrerete in quella cabina. Ma prima domandatevi se conoscete le opinioni e i programmi di chi state votando. E domandatevi se la vostra è partecipazione. E una volta usciti chiedetevi se vi sentite più liberi. Da parte mia posso solo augurarvi che la risposta sia sì. Sarebbe bello.
La giusta carica.
7 Aprile, 2008 at 1:53 pm | In Ac/Dc, musica | Leave a Comment
La canzone del video è Thunderstruck. E’ la canzone che ascolto quando ho bisogno di caricarmi. Esistono altre canzoni che hanno questo potere, ma questa le batte tutte. E’ la versione live del concerto di Monaco: non la più bella (Donington è meglio) ma al minuto 00:29 di quel video compare un’immagine.
Il mio primo figlio sarà così.
Blog su WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.

