Le ragioni di una scelta.

26 Febbraio, 2008 at 2:54 pm | In about me | 2 Comments

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A volte non mantengo le promesse. Avevo promesso di non parlare di politica e delle prossime elezioni, ma questo post parlerà di certi argomenti. E’ che alcune persone mi hanno chiesto perché non voterò, e ne ho convinte altre 2 a seguire l’esempio (e continuerò a trovare adepti). Ora spiego perché e faccio pure outing: ho sempre votato a sinistra. E quasi sempre l’ho preso in quel posto. Ora basta! Ecco perché non voto le persone dalla mia parte e sicuramente non voterei per l’altra. Non voto le persone anche perché non posso votare le persone, quelle le sceglie il partito. Ma dopo gli ultimi annunci veltroniani che si vedono in giro sono ancora più convinto di fare bene:

1) “cambiare l’Italia”: ma stiamo scherzando? Per cambiare l’Italia bisognerebbe cambiare gli incapaci che dovrebbero farlo. Le persone sono le stesse. “Voltare pagina”: ma ci sei o ci fai? Voltare pagina e vieni dalla maggioranza? Casomai chi veniva dall’opposizione vuole voltare pagina. Che poi secondo me se sono pure accorti dell’errore, tanto è vero che se ne sono usciti con “non cambiare governo”. Hanno fatto un annuncio che precisasse un altro annuncio precedente. Cazzo! Ma se fai un annuncio per precisarne un altro allora vuol dire che il primo fa cagare. E lo sai pure. Se hai governato per due anni e non cambi le persone come cazzo fai a dire “cambiamo”? Cosa vuoi cambiare se nemmeno siete riusciti a produrre una legge elettorale che ci facesse scegliere la gente che dovrebbe rappresentarci?
2) Le promesse mancate. Io penso che un bugiardo resti bugiardo, quando poi si parla di soldi e potere è ancora più facile la menzogna coerente. Un ossimoro per dire che coerentemente con quello che sei, menti. Il precariato? I dico? Dove sono le risposte? Ricordo che Prodi sosteneva che la prima cosa da fare salito al governo sarebbe stata rivedere la legge Biagi. L’ha fatto? Sì, togliendo i lavoratori on call (praticamente inesistenti) e portando la flessibilità al massimo a 36 mesi. Che presa per il culo! Intanto tutti a dire “il precariato non fa bene”; certo: la gente ha meno soldi e spende meno. e si sono inventati il modo per far pagare i contributi anche ai precari che però non godono dei privilegi degli altri, gli ammortizzatori sociali. I contratti atipici non danno diritto all’anzianità per usufruire dell’indennità di disoccupazione (un esempio, ma potrei farne altri). Intanto si specula su questa situazione e sorgono contratti atipici illegali (es. call center a progetto) o false partite iva. E gli ispettori del lavoro dove sono? In questa situazione lo Stato incassa di più in tasse (una p.iva paga di più anche se in realtà non è realmente libero professionista): chi glielo fa fare di indagare?
3) Nessun condannato in primo grado nelle liste. Ok, ma perché te ne vanti? Ti vanti dell’onestà? Ma prendi per il culo? In un paese civile come intendi tu, chi amministra non dovrebbe vantarsi d’essere onesto. Casomai andrebbe punito il disonesto. Ma pure se non amministri. E’ come se io mi vantassi di non aver mai ucciso nessuno. O di pagare le tasse. Fai una cosa giusta ma non vantartene, perché dovrebbe essere scontata. Non lo è per chi fa parte di una casta e fa sembrare questa una concessione fatta a chi non ne fa parte. Vergogna.

La verità è che poi noi non odiamo la casta. Si invida solo di non farne parte. Perché loro magnano, noi no. E questo è grave. Grillo o non Grillo. Perché mi sono sempre chiesto dove sta il merito nel gridare ai 4 venti quello che tutti sappiamo e ci diciamo.

Faccio un pronostico: il 13 aprile la sinistra perderà grazie a quelli come me. Grazie, non per colpa di. Il non-voto è ormai l’unico strumento per esprimere dissenso e far capire che se non si fa non si guadagna e si va a casa. Non c’è più naso da turare. Turatevi il vostro, così magari una buona percentuale di voi non avrà più possibilità di farvi passare strane polverine in compagnia di signorine negli alberghi (il che non mi scandalizza né mi fa arrabbiare. Mi fa incazzare il fatto che ogni tre per due andate da Vespa a farci la morale. La morale ficcatevela su per il culo se riuscite a trovare lo spazio, visto che è già occupato dall’ipocrisia che vi appartiene). La politica così come è ora mi fa schifo, da entrambe le parti: è solo far carriera (Guccini – ndr).

Magari ci fosse Quimby! Saprei di votare un disonesto e non lo prenderei in quel posto. Perché io a volte non mantengo le promesse, ma governo solo questo blog. Non pretendo di governare l’Italia.

Oggi non credo.

14 Febbraio, 2008 at 10:44 am | In Uncategorized | Leave a Comment

Esiste ancora chi ci crede. Io almeno non credo a questo giorno.
(ma la canzone però è bella).

Ora un comunicato molto importante:
Eva G: je t’aime! La chanson est pour toi.

Comunicazione di servizio.

8 Febbraio, 2008 at 5:53 pm | In Uncategorized | Leave a Comment

Questa è stata una delle settimane più difficili per me, sul fronte lavoro e non solo.

Fino a 10 giorni fa non sapevo se continuare l’avventura del blog. Pochi lettori, ma nei giorni scorsi ho avuto alcune sorprese: crescita dei lettori, anche da tutto il mondo. Credo continuerà. Certo io non faccio nulla per pubblicizzarlo: nessun amico/a lo conosce o sa che ho un blog e soprattutto non lo conosce nessuno dei colleghi anche se loro rompono per sapere l’indirizzo che non avranno mai (ma secondo me T. e A. lo sanno. Ditelo, ormai vi ho scoperto che mi avete scoperto). Ora la comunicazione di servizio:

a colui che a cadenza quasi settimanale entra nel blog digitando “uomini e donne che fanno sesso”: ma non hai ancora capito che qua non troverai niente di tutto ciò? Passi che il motore di ricerca ti indirizzi qua (e ancora mi chiedo perché) ma vorrei capire come mai dopo la prima volta ci ritorni sempre cercando tutto ciò.

Sono ancora io.

5 Febbraio, 2008 at 3:09 pm | In about me | Leave a Comment

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La mia immagine simpsonizzata non ha dato i frutti sperati. Nessuna donna si è fatta viva. Ho quindi pensato di realizzarmi in un’altra immagine. Se fossi un personaggio di south park? Eccomi. Sarei così. E se non mi volete chissenefrega; ammazzatemi pure. Tanto ci sarà sempre Stan ad esclamare “Oh mio Dio, hanno ucciso robyb!” e kyle che risponderà “brutti bastardi!”.
Ve la faranno pagare.

Milano città pazza.

1 Febbraio, 2008 at 12:36 pm | In Uncategorized | 3 Comments

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Stamattina ho preso – come ogni giorno – il 2 per venire al lavoro. Era un po’ più presto del solito e a volte capita che sul tram vi sia un ragazzo sui 35 con evidenti disturbi. Un malato mentale. Ormai lo conosco e non ci faccio più tanto caso. Non è cattivo, anzi; solo che a volte capita che chieda in modo un po’ sconfusionato “che femata siamo?” oppure “siamo coi zuna?” (che starebbe per “siamo arrivati a coni zugna?”, una fermata lungo il percorso del tram). Diventa un po’ cattivo se ha il suo album di disegni e vuole che il passeggero che gli siede accanto glielo firmi. Stamattina chiedeva con un po’ di insistenza alla ragazza che gli sedeva accanto se fossimo arrivati a quella fermata. Non trovava risposte, ma solo una gran indifferenza. Indifferenza, capite? Arrivati in Corso Genova lo ha chiesto a me e gli ho risposto che la fermata che cercava era la prossima, che avrebbe dovuto prepararsi per scendere. Si è alzato, ha preso il suo zainetto e mi ha chiesto di dargli una mano per farlo passare lungo il braccio e indossarlo. L’ho fatto e mi ha risposto “gazie, sei gentile”. Non penso di essere gentile e non sto scrivendo il post per vantarmi di averlo aiutato: personalmente me ne frego, mi sembrava naturale. Ma non me ne frego dell’indifferenza che circonda questa città, che per la cronaca odio: la città, non solo l’indifferenza; sarà che vengo da un paese di nemmeno 2000 anime e tutti si fanno i cazzi di tutti (e odio anche questo). Intanto sentivo i commenti delle persone che fino a pochi minuti prima non si degnavano nemmeno di rispondergli “non siamo ancora arrivati a coni zugna”: “dovrebbero impedirgli di girare” fa una signora impelliciata alla sua vicina che prontamente risponde “probabilmente ha un permesso per girare da solo, non è pericoloso”.

Pericoloso. Mi ha fatto riflettere:
è pericoloso e pazzo un uomo che chiede in modo sbiascicato al suo vicino se è la sua fermata (perché in fin dei conti è questo che accade, certo lo chiede 3 volte al minuto, ma non ci vedo nulla di male) o è più pericolosa e pazza la totale indifferenza di chi nemmeno si degnava di dargli risposta? Perché Milano (ma non solo) è una città così indifferente?

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