Tu sì, tu no; quello sì, quello no. (2)
15 Novembre, 2007 at 1:36 pm | In pubblicità, tu sì, tu no; quello sì, quello no | Leave a Comment
CONDOMS
Continuo la mia rubrica anti-censura. E tratto questa volta di una categoria merceologica particolare: i profilattici. A cosa servono mi sembra superfluo comunicarlo. Proprio per la loro natura, è evidente come sia facile finire nelle maglie della censura, che non tollera il sesso. Noi faremmo la fila per lavorare per certi clienti perché con i condom ci si diverte, e diventa più facile fare cose borderline. Metto due esempi di campagne censurate estere, perché all’estero non è che siano meno bigotti.
Uno è stato censurato perché mostra milioni di spermatozooi umani. Simpatico. Dicono che non è giusto mostrare certe cose perché bisogna tutelare i minori. Ora, se un bambino sa cosa sono gli spermatozooi non c’è più nulla da tutelare. Se non lo sa allora non può capire il filmato, e quindi anche in questo caso non ci sarebbe nulla da tutelare. Tutti noi maschietti li abbiamo. Per me resta una decisione incomprensibile.
L’altro è stato censurato perché (mia ipotesi) offende i più piccoli. Eppoi invoglia a non fare figli. In pratica comunica che se si usassero i condom non esisterebbero certe rotture di palle (scusate il gioco) al supermercato. O in altri posti. Prendono la strada da comunicare sotto un’altra prospettiva.
Sembra che l’unico modo accettato per comunicare i condom sia “evitano le malattie” (“di chi è questo?”. Ricordate?). Perché solo così sono accettati come utili e rispettosi. In realtà il sesso è un’attività come un’altra. E loro sono prodotti come altri. Io la penso così.
Buona visione.
E’ meglio che non mi facciate incazzare.
8 Novembre, 2007 at 12:41 pm | In Uncategorized | Leave a CommentAlcuni post fa, ho dedicato un articolo al ritorno dei Led Zeppelin.
AGGIORNAMENTO: Jimmy Page si è rotto un dito. Il concerto verrà rinviato. Gli ho portato sfiga e ne sono fiero. Qualcuno lassù ha fatto il miracolo. State attenti a non farmi incazzare o vi ritroverete un post dedicato sul blog. Quel qualcuno lassù potebbe tornare ad ascoltarmi.
Tu sì, tu no; quello sì, quello no.
7 Novembre, 2007 at 3:30 pm | In pubblicità, tu sì, tu no; quello sì, quello no | 4 Comments
Ho deciso di aprire una rubrica. Contro la censura. Tendenzialmente sono contro ogni forma di censura, ma capisco che nella mia professione alcune regole servano. Solo che, spesso, certe lobbies (non faccio nomi) intervengono per proteggere lo spettatore. Così dicono. Al di là dell’utilità (solitamente bloccano dopo l’uscita, quindi quando non serve a nulla), a volte prendono giudizi fuori dal mondo. Ogni tanto posterò qualche esempio. Questi sono i primi 3:
uno è il famoso “Amica Chips” con Rocco Siffredi (il sesso si può mostrare nei tg, nei film, nei programmi tv ad ogni ora del giorno, ma non si può parlare con doppi sensi in pubblicità). Un altro è xbox (censurato perchè non si sono mostrate le armi!!!) e l’altro è stato censurato negli usa (offendeva l’uomo, considerato soltanto un maiale. Lo metto come sottile e intelligente provocazione a chi sostiene che gli uomini sono tutti uguali).
Buona visione.
Uomini e donne non fanno parte della stessa equazione.
7 Novembre, 2007 at 11:24 am | In Uncategorized | 4 CommentsIn un post precedente, una ragazza giovane e brillante ha dato un commento citando una canzone: “gli uomini e le donne sono uguali”. Secondo me una frase poco brillante, oppure lo sono poco io che penso il contrario. Penso che la ragazza si riferisse al rapporto d’amore. Io mi riferivo a tutti i rapporti.
Nella vita esistono pesci grossi e pesci piccoli. Per prendere i grossi c’è bisogno di esche particolari. Lo sosteneva Daniel Wallace e l’ha ribadito Tim Burton, il mio regista preferito, in un suo capolavoro: Big Fish. Le dedico il lungo incipit iniziale del romanzo (lungo, ma bellissimo). Uno dei miei film preferiti perchè fa capire che a volte è bellissimo rimanere un po’ bambini. Metto questo post perchè penso che le favole non siano inutili e che servano ad affrontare i problemi della vita. Questo in fondo è il succo di quel film e di tutta la filmografia di Tim. Che adoro. Ognuno di noi ha i propri problemi, pochi sanno che le favole li possono risolvere. Ma non siamo tutti uguali. In qualunque rapporto, uomini e donne “non fanno parte della stessa equazione”. In quelli d’amore, poi, è sempre la donna che idealizza il rapporto. Ma, mi chiedo, se le favole aiutano a risolvere i problemi, e le donne sono quelle che idealizzando vedono sempre la favola con la sua naturale conclusione (il principe azzurro in fondo è l’ideale maschile, non esiste una corrispondende principessa per noi), perchè sono sempre loro ad avere e creare problemi? La termino qua, questi ragionamenti mi fanno sentire come quella ragazza giornalista di “sex and the city” che scrive sui rapporti tra i sessi.
Oddio, ho riletto ciò che ho scritto. Ma cosa cazzo ho scritto? Beh, lo lascio così com’è.
10 peli per me posson bastare.
5 Novembre, 2007 at 6:24 pm | In Uncategorized | 1 CommentHo trovato in rete un simpatico concorso che mette in palio un premio. Mi si chiede di scrivere, quindi spero di associare ad un mio piacere personale anche un riconoscimento.
Il concorso è BLOGGER SENZA PELI: http://www.bodygroom.philips.com/it/it/
Dieci buone ragioni per depilarsi:
1] Perché così quando salgo sul palco con la band nessuno ci chiederà di suonare “L’anno che verrà” (a volte nota come “Caro amico ti scrivo”).
2] Perché oltre a non avere peli sulla lingua sarebbe bello che non li avessi anche sul corpo.
3] Perché se tutti si depilassero esisterebbero meno animali fastidiosi (zecche, pulci e pidocchi).
4] Perché così la nostra partner la smetterebbe di svegliarci grattandoci i peli sul petto (beh, forse non è vero che fa scomparire tutti gli animali fastidiosi. Ma a volte la partner non è poi così fastidiosa. A volte).
5] Perché è vero che l’uomo discende dalla scimmia, ma questo non significa che si deve fare di tutto per assomigliarle.
6] Perché, se tutti si depilassero, al mare nostro figlio non ci potrebbe imbarazzare chiedendo ad alta voce “papà, perché quell’uomo ha tutti quei peli sul petto? Che schifo!”.
7] Perché possiamo depilare anche la nostra partner, perché no? Così quando giochiamo al dottore abbiamo la possibilità di praticare “nuove cure”.
8] Perché per sopportare certe cose abbiamo tutti un gran pelo sullo stomaco. E’ già più che sufficiente; elimiamo quelli sul corpo, no?
9] Perché dopo gli 8 punti precedenti, alcuni cattivelli, sono sicuro che qualcuno mi vorrà fare la pelle. Dovrò trasformarmi da ciclista se vorrò scappare, quindi mi dovrò depilare.
10] Perché spero di vincere un premio in vita mia. Perdere mi dà fastidio e tutte le volte sfioro la vittoria: “perdere per un pelo” mi darebbe ancora più fastidio.
Monocromia.
5 Novembre, 2007 at 10:44 am | In Uncategorized | 4 CommentsIn questi giorni sono giunto ad un’amara verità. Molti di voi ci sono già arrivati prima, altri ci arriveranno, altri ancora non ci arriveranno mai. Molti, maschile. Sì, perchè questa verità è legata al mondo femminile. Eccola: sono tutte uguali.
Non parlerò di me e di mie vicende personali. Né della mia esperienza. Ma è così. Di base sono uguali, scavate pure quanto volete in profondità: troverete sempre, sotto-sotto, le stesse cose. In un altro post avevo riportato una citazione: “la verità sta nelle sfumature”. Ecco, sono diverse lì, nelle sfumature. E’ come entrare in un negozio di vernici. Vendono un solo colore e puoi solo scegliere che sfumatura ti occorre. Magari quella che ti piace di più. Se ti dice bene ed è il tuo giorno fortunato può darsi che ci sia. D’ora in avanti quando ne conoscerò una nuova non chiederò “come ti chiami?”. Cambierò con “che pantone sei? Non guardarmi male, non ho chiesto il colore, quello è uguale. Ho chiesto il pantone, vorrei sapere la tua sfumatura”.
Attenzione: non ho scritto che la sfumatura è cattiva. Non ne sto parlando male, anche se ora è proprio quello il mio pensiero. Ma il colore, in fondo, è sempre lo stesso. Leggetelo come un piccolo sfogo, molto off-topic perchè fa sembrare questo blog un diario. Prometto che simili cose capiteranno molto raramente.
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