Aggiornamenti: ora potete scrivermi.

29 Ottobre, 2007 at 3:02 pm | In Uncategorized | Leave a Comment

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E’ da un po’ che non posto, ma sono stato impegnato e ho notato alcune cose anomale. Penso e temo che altre persone abbiano scoperto questo blog. Temo siano certe persone, e avrei preferito che la cosa non avvenisse.

Nei prossimi giorni leggerete altri post. Per ora ho pensato di aprire una casella e-mail apposita perchè nel caso qualcuno/a volesse scrivermi, qua trova l’indirizzo (poi lo metto anche nello spazio a dx).

Eccolo: robybmail@yahoo.it

ps chi mi conosce e ha già altri indirizzi, utilizzi quelli. Su questo non prometto risposte veloci.

Ciò che è lecito.

18 Ottobre, 2007 at 12:13 pm | In pubblicità | Leave a Comment

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LA NUOVA CAMPAGNA DI AMNESTY INTERNATIONAL

www.unsubscribe-me.org/waitingfortheguards.php?

Il filmato che compare in quel link è vietato ai minori di 14 anni. Non c’è sesso, se è questo che hai pensato subito. C’è qualcosa di molto più reale, impressionante. Ma reale. Perchè è ciò che gli Stati Uniti consentono di applicare nelle loro prigioni ai loro 007, quelli della CIA. Non c’è nessuna polemica politica, esistono molti altri paesi che compiono le stesse cose. Ma questa è la classica scusa di chi non vuol capire. O di chi pensa che la pubblicità non abbia valenze sociali, o che siano inutili. Riflettere non è mai inutile. Perchè aiuta a non dimenticare. E quindi a farsi un’opinione. L’oblio è invece il frutto dell’ignoranza e dell’indefferenza. Ecco perchè lo posto (e ringrazio Frà, il sito dove l’ho visto): per non far cadere certe cose nell’oblio. E per far sì che altri si facciano un’opinione in materia. Non importa quale. E magari per far sì che altri blogger lo inseriscano nel loro blog.

Il tempo passa. E non torna più.

18 Ottobre, 2007 at 10:12 am | In musica | Leave a Comment

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Quelli che vedete a sinistra, in primo piano, sono Robert Plant e Jimmy Page. Dietro si può notare il bassista John Paul Jones. Il quarto componente (non parlo del batterista Bonham, ormai morto, che non si vede), molto importante, è la chitarra che suona Page, una Les Paul. Inutile che vi dica il nome del gruppo, ma per i profani (in questo caso molto profani se non lo sanno) vi comunico che erano i Led Zeppelin.

Quelli che vedete a destra non so dire nemmeno io chi siano. E questa è una foto che rende ancora onore (è di 17 anni fa). Ieri (17 ottobre) è comparsa su Repubblica ne è comparsa un’altra che mi ha messo tristezza, rappresentava due vecchietti intenti a suonare su un palco: Plant e Page. Ce ne sono molti di over 50 che ancora calcano le scene, per carità, a volte ancora in perfetta forma. Ma loro no, mettono una tristezza infinita. Scrivo questo post perchè il 26 novembre si riuniranno in un concerto a Londra. Grande l’attesa e le aspettative. Io non ci sarò e, stranamente, mi viene da dire per fortuna. A parte la solita trovata commerciale che accompagna di solito queste iniziative (si parla come sempre di data storica, di un unico giorno. In realtà alcune voci parlano di un’altra data nel 2009 a Belfast), mi fanno molta tristezza. Non sono loro. A me sembrano soltanto vecchi clown, e anche i clown mi hanno sempre messo tristezza. Vedere 3 anziani (il batterista sarà il figlio di Bonham, quindi abbastanza giovane) con problemi di artrosi suonare “Rock ‘n roll” o “Whola lotta love” mi farebbe pena. Cosa ci andate a fare su quel palco? Molto meglio far parlare le note e gli accordi. Per me lo fate solo per il vil denaro e allora vi consiglio di leggervi la risposta che un componenete dei Sex Pistols (non ricordo chi) diede alla domanda “Perchè questo ritorno?”. Rispose: “Perchè ci interessano i vostri fottutissimi soldi”.

Andateci pure su quel palco, ma non prendete per i fondelli quei “fortunati” che saranno estratti per assistere. Perchè ciò che è stato non può tornare più.

Ieri sera è apparsa in tv, come in un sogno.

16 Ottobre, 2007 at 10:21 am | In eva green, pubblicità | 5 Comments

Lei è bellissima. Se fossi in giuria a Cannes saprei già a chi dare oro, argento e bronzo. Di tutte le categorie: stampa, outdoor, tv, tutto. Tutto. Se lo merita. L’amo. Ieri ho visto questo filmato e sono rimasto folgorato. Mi darei malato per un mese per stare a casa a fare zapping per cercarlo, ma per ora mi devo accontentare di youtube.

Quello che non so è l’agenzia che l’ha realizzato. Qualcuno me lo può dire? Non riesco a rintracciare l’informazione. A loro vanno i miei complimenti. E spero vada anche il mio portfolio (non sto scherzando). Sono convinto che sono passati di qua e l’hanno scelta grazie al mio post. Se non volete pagarmi i diritti, almeno fatemi venire a lavorare per voi. Vi reputo dei geni, solo per il fatto che la facciate comparire. Vi dovrebbero dedicare delle basiliche, farvi santi. Vi adoro.

“Antò, fa caldo” – pratica guida per comprendere l’universo femminile, 1 parte

12 Ottobre, 2007 at 11:21 am | In Uncategorized | 2 Comments

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Sto vivendo un rapporto un po’ conflittuale con l’universo femminile. Quindi ho deciso di fare un favore a tutti voi e pubblicare, commentando, una serie di frasi tipiche che sicuramente avrete sentito (o pronunciato, a seconda di chi mi sta leggendo) in vita vostra. Ovviamente non significano mai ciò che sembrano. Perché la donna non dice mai ciò che pensa realmente, ha la strana concezione che sia l’uomo che deve interpretarla. Sono certo che molti di voi approveranno. Ah, non sono misogino o cose simili. Se alcune di voi non fossero d’accordo sono liberissime di dissentire. Tanto non cambierei comunque opinione.

1) Ho mal di testa – iniziamo dalla più banale. In realtà sta benissimo di salute, solo che non vuole essere coccolata. In questi casi può anche darsi che sia già stata coccolata abbastanza da un altro uomo prima di voi. E quindi i problemi potrebbero trovarsi sulla vostra di testa, in forma di strane protuberanze chiamate corna. Le frasi “caro, oggi si è rotto il rubinetto, è venuto l’idraulico”, o simili, sono inequivocabili segnali che dovrebbero farvi controllare che sul vostro capo vi sono solo capelli.

2) No, cosa dici? Non sono arrabbiata – in questo caso mente spudoratamente. Cosa che, come già scritto, fa con una certa frequenza. Solitamente viene pronunciata con un sorriso di circostanza, ma il tono della voce è apparentemente sincero. Niente di più falso. Sotto di sé sta già pensando a come vendicarsi per qualcosa, e alla prima occasione vi rinfaccerà la causa che l’ha fatta realmente arrabbiare. Consiglio: meglio non chiedere una seconda volta. Tanto vi mentirà ancora, ma il tono non sarà più tanto amichevole.

3) C’è un bel film sul due – questa è una frase solitamente pronunciata il mercoledì o il martedì. Quando c’è la Champions e gioca il Milan. Anche qui mente, sappiamo tutti che ormai Rai e Mediaset trasmettono solo reality o fiction. Ma poco importa, improvvisamente anche un film con Totò mostrato per la 500.ma volta ai suoi occhi appare divertente. Consiglio: guardate il risultato della partita. Se appare scontato datele ragione. Altrimenti a fine partita vi ritroverete a sentire la frase di cui al punto 1. In caso contrario, non mollate: il Milan a volte è molto più importante. Qua purtroppo sono sfortunato, i rossoneri arrivano sempre in fondo. Interisti, laziali, romanisti e gobbi hanno questo problema solo per poche serate.

4) Perchè non usciamo? Ho visto un bel paio di jeans che ti starebbe benissimo - ovviamente mente, chevvelodicoaffà? In realtà sapete benissimo che vuole uscire per comprarsi qualcosa. Anzi, per farsi comprare qualcosa. Solitamente adotta la tattica dello sfinimento, ripetendovi la frase una marea di volte. Lo shopping diventa un’attività che vi occuperà ore: voi non comprerete nessun jeans e in compenso lei girerà negozi su negozi. Ah, se vi dovesse dire “vedrai come starò bene con quel baby-doll una volta tornati a casa” scoprirete una cosa: se non le comprate l’oggetto in questione, come per magia vi sentirete pronunciare la frase di cui al punto 1 una volta rientrati nel nido d’amore.

(continua)

Teniamo ‘na minchia tanta.

5 Ottobre, 2007 at 7:39 pm | In viaggi | 3 Comments

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Vilnius è una città bellissima. Per certi aspetti il centro storico può essere paragonato a San Pietroburgo, che poi non è molto distante. Ho visitato un museo bellissimo, che consiglio a tutti: il museo del genocidio. Racconta gli anni di repressione che il popolo lituano ha sofferto sotto Stalin (campi di concentramento e simili) e le successive attività del kgb sulla popolazione, che ho trovato fiera e rispettabile. Ho trovato piacevoli sorprese. L’unico rammarico è stato il non riuscire a girare il paese per una serie di contrattempi, più o meno gradevoli. Mi sono divertito parecchio. Tra le varie esperienze, ho provato il vero modo di bere l’assenzio, un’esperienza molto “calorosa” (chi ha provato la “fata verde” nel giusto modo di preparazione sa cosa intendo). Sapevo già che avrei trovato un monumento strano: la statua a Frank Zappa. Ho cercato Frank per la città e una volta trovato ho deciso di scattare queste foto.

Detto questo, concludo qua il mio breve resoconto. Ci sarebbe in realtà moltissimo da raccontare, ma farei diventare questo blog una sorta di diario. Magari lo farò nei blog di gente che me l’aveva chiesto, mi sembra più corretto.

ps per chi se lo chiedesse, il titolo del post è un richiamo a una celebre canzone di Zappa: “tengo na minchia tanta”. Avrei preferito non svelarlo e vedere chi lo sapeva, ma penso che se non l’avessi fatto la maggioranza delle persone avrebbe pensato che sono pazzo.

 

Piccolo sfogo

5 Ottobre, 2007 at 7:36 pm | In viaggi | 2 Comments

Ogni volta che vado all’estero inizio a disprezzare gli italiani. Ogni volta ho conferme diverse. Stavolta ho scelto di andare via quando i miei connazionali non vanno, proprio per non trovarli. Ha funzionato. Ma non avevo calcolato il ritorno.

Provo disprezzo per la maggioranza dei miei connazionali (la maggioranza, ovviamente non tutti) e continuo a rimpiangere il periodo in cui vivevo a San Diego. A volte, all’estero, mi capita di dire che vengo da lì. In fondo è una mezza verità, anceh se di americano non ho nulla. Ma penso che casa propria sia dove uno sta bene ed io, lì, stavo benissimo.

Dopo questa confessione off-topic (molto più uno sfogo dovuto al re-incontro con alcuni “amici” italiani) ho deciso di parlarvi brevemente della mia settimana lituana. Qualcuno me l’aveva chiesto.

Perche’ e’ un bravo ragazzo.

1 Ottobre, 2007 at 11:05 am | In Uncategorized | 1 Comment

 Mizio compie gli anni e ci e’ venuta l’idea di un post a blog unificati. Perche’ e’ un bravo ragazzo? Perche’ e’ stato l’ideatore del blog piu’ cazzaro della rete, quello a cui anche questo spazio a volte si ispira. Quello in cui a volte si passa di li’ e si fanno quattro risatemizio1.jpeg.

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